Atti Alimentari

Una volta avevo un professore che amava dire agli studenti che esistono solo dieci trame diverse in tutta la narrativa. Beh, io sono qui per dirvi che si sbagliava, c’è né soltanto una: chi sono io? (The Amazing Spider-Man)


Gli atti alimentari di un essere vivente sono tutti quei comportamenti, diretti e indiretti, volti a soddisfare la fame. Ora, se ammettiamo che quello di nutrirsi è il più fondamentale bisogno di qualunque vivente, l’unico bisogno ch’egli non può aggirare, lo sfondo di ogni sua percetto, finiremmo col dire che tutti i suoi atti non possono essere che atti alimentari sebbene ogni suo atto particolare non lo sia; ed infatti è così.

Per noi umani vale lo stesso con la differenza che non abbiamo solo bisogni, ma anche desideri.  La nostra fame non è solo di alimenti, ma anche si sapere… chi siamo. E così come l’alimento che placa la fame può farlo solo temporaneamente, anche quello che soddisfa il nostro desiderio di identità deve essere continuamente ritrovato.

Un aspetto fondamentale degli atti alimentari è che essi sono strutturati come un linguaggio, vale a dire che sono definiti dai valori sociali e orientati dalla cultura.

Ne deriva un aspetto in qualche modo paradossale: dal momento in cui parliamo e veniamo inclusi all’interno di una comunità che ci garantisce la sopravvivenza e possibilità di accesso all’identità è come se bisogni e desideri smettessero di appartenerci. I nostri desideri più propri, per essere soddisfatti, devono rispondere a norme sociali — non si può godere senza passare per l’approvazione o la censura l’Altro — volte a soddisfare i bisogni di tutti in generale e di nessuno in particolare; a loro volta i bisogni del nostro corpo ci appaiono come estranei — ciò che il corpo desidera non sempre corrisponde ai nostri desideri: il corpo fa quello che vuole e dobbiamo adeguarci.

Gli atti alimentari umani possono essere allora definiti come quel complesso di comportamenti per mezzo dei quali tentiamo quotidianamente di definire, rappresentare e incorporare la nostra identità collettiva. Un processo in continuo divenire perché, così come non possiamo mai saziarci definitivamente, non possiamo mai arrivare, una volta per tutte, a dire chi siamo e cosa desideriamo.