Il Food Design
L’uomo è il prodotto dell’ambiente e dell’educazione e ogni molecola di cibo che introduce nel suo corpo porta inevitabilmente con sé una particella di mondo.
F
ood Design è oggi un’espressione alla moda che interpreta i problemi alimentari come un processo in cui semplicisticamente convergono forma, contenuto e funzione. In questo modo li relega a prodotti dell’industria e del marketing tralasciando molte delle aree di interesse e delle competenze necessarie allo sviluppo di questa disciplina. La lingua italiana ci consente di utilizzare l’espressione di Progettazione degli Atti Alimentari, che riteniamo più ampia ed articolata, con cui si comprendono anche i luoghi e i sistemi di produzione, i supporti merceologici, l’analisi sensoriale, i modelli e i congegni per l’elaborazione dei prodotti, ma soprattutto si fa riferimento ai contenuti simbolici e, di riflesso, storici e cerimoniali del problema della nutrizione; il tutto inteso come un rapporto critico tra segni, relazioni e loro pragmatica.

Approfondimenti

La Progettazione Sostenibile
La progettazione sostenibile è da intendere in senso economico (vi deve essere una relazione durevole tra risorse impiegate e risorse disponibili), sociale (deve resistere un equilibrio di vita tra popoli e ceti tale da non offendere la solidarietà e la dignità umane), ambientale (devono essere preservate e favorite le condizioni naturali utili allo svolgimento ideale della vita da parte di tutte le specie animali e vegetali), culturale (devono essere preservate e favorite le particolarità culturali e locali al fine di creare identità e non differenza).
Progettare gli Atti Alimentari
P
er la FOODA, progettare gli Atti Alimentari (o fare Food Design), dunque significa:

  • applicare adeguate strategie di innovazione economica, tecnologica e scientifica per rispondere ai problemi legati alla produzione, trasformazione, consumo e riciclo del comparto food&beverage.
  • lavorare in modo consapevole sulle sue implicazioni culturali, sociali e immaginifiche sul piano dei segni immateriali e sul modo in cui essi si relazionano al mondo reale agendo sugli aspetti formali e visivi, sui sapori, le textures, la sonorità, la comunicazione, l’ambiente, l'informazione e i prodotti predisposti alla vendita e al consumo.
  • Consapevoli della complessità dell’argomento e delle sue implicazioni progettuali crediamo che solo un approccio multidisciplinare che agisca su più livelli possa condurre a soluzioni efficaci.

    Approfondimenti

    Il Progettare
    Il fine del “Progettare” è il raggiungimento del benessere dell’uomo attraverso l’azione diretta (per mezzo della tecnica) o indiretta (agendo sull’immaginario) sull’ambiente naturale e sociale in cui egli si identifica al fine di rispondere alle sue necessità. Il designer, o progettista, ha l’esigenza di padroneggiare il linguaggio sotteso al paradigma in cui lavora per poter informare in modo consapevole nuovi ed efficaci linguaggi e vocaboli, siano essi fisici o immateriali.